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Nell’ambito del Corso di aggiornamento professionale per “ Operatore delle società sportive”,   sabato 24 maggio 2014, presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali dell’Università di Siena,  si è svolto l’incontro: “Verso un nuovo codice di giustizia sportiva” con la partecipazione dell’avv. Florenzo Storelli, invitato in qualità di esperto, insieme alla prof.ssa Elisabetta Antonini,  docente del  Dipartimento e responsabile del Modulo di Diritto dello sport.

 L’incontro si è aperto con l’intervento introduttivo di quest’ultima,  in cui è stata sottolineata l’attualità del tema in vista della imminente conclusione dell’iter di riforma della giustizia sportiva avviato dal Coni, che ha visto impegnata anche una Commissione consultiva di esperti, nominata dal Presidente del Coni Giovanni Malagò, per la redazione del Codice e dei relativi Regolamenti e che dovrebbe avere attuazione dalla stagione sportiva 2014/2015.

Nella suo intervento l’avv. Storelli,  partendo dalla premessa che ciascuna Federazione sportiva  ha un proprio codice di giustizia e organi di giustizia domestica interni, si è soffermato sulle novità contenute nella proposta presentata dalla Giunta  Nazionale del Coni il 18 dicembre 2013 e approvata dal Consiglio nazionale il 19 dicembre 2013: l’istituzione della Procura generale dello sport (composta dal Procuratore generale e dai Procuratori nazionali dello sport in numero non superiore a trenta)  e del Collegio di garanzia dello sport (costituito in più sezioni da definire e composto da un Presidente, dai Presidenti di sezione e da Consiglieri), la cui elezione è riservata  - come per i precedenti organi di giustizia – al Consiglio Nazionale del Coni, su proposta della Giunta.

In merito alla Procura generale,  è stato messo in rilievo che il nuovo organo sarà investito di una funzione di coordinamento e vigilanza sulle Procure federali delle singole  Federazioni,  esercitabile attraverso la prevista possibilità di sollecitarle, anche su segnalazione di singoli tesserati e affiliati, all’apertura di indagini e attraverso il potere di avocazione riconosciuto al Procuratore generale in caso di omissione di attività di indagine pregiudicanti l’azione disciplinare o di archiviazione ritenuta irragionevole, oltre che nell’ipotesi di superamento dei limiti temporali per la conclusione delle indagini o di richiesta di proroga.

Per quanto riguarda le modifiche del sistema vigente che prevede come  ultimo grado di giudizio quello di fronte al TNAS o all’Alta Corte  di giustizia, sono state illustrate le ragioni della loro sostituzione con un unico organo, il  Collegio di garanzia dello sport, avente funzione sia giurisdizionale che consultiva (a favore del Coni e delle Federazioni sportive nazionali) . In particolare l’avv. Storelli, dopo la  precisazione che  il Collegio di garanzia in sede giurisdizionale sarà competente a giudicare sulle sole violazioni di norme di diritto o su ipotesi di omessa o insufficiente motivazione della decisioni di una controversia, ha spiegato la scelta  di  trasformare l’ultimo grado della giustizia sportiva in un giudizio di sola legittimità - sul modello della Cassazione nella giustizia ordinaria – in considerazione  dell’anomalia rappresentata  dall’attuale assetto che rende possibile un terzo grado di  giudizio di merito,  dagli esiti  spesso in contrasto con quelli degli organi di giustizia  endofederali .

Nel passare all’esame della ratio della riforma che - fatto salvo il principio del doppio grado di giudizio in ambito federale - implicherà una profonda revisione del sistema di giustizia sportiva, l’avv. Storelli ha evidenziato come il legislatore sportivo si sia posto l’obbiettivo dichiarato di garantire il rispetto della legalità nell’ordinamento sportivo, attraverso l’intervento degli organi di giustizia del Coni non più solo a posteriori  in sede di terzo grado di giudizio (dinanzi al nuovo Collegio di garanzia dello sport),  ma anche ex ante con il sostegno e  coordinamento dell’attività inquirente e requirente delle procure federali da parte della nuova Procura generale dello sport.  Allo stesso tempo  l’abolizione degli attuali due organi del TNAS e dell’Alta Corte  di giustizia - oltretutto con competenze di incerto confine - è stata spiegata nella prospettiva di preservare l’autonomia delle singole Federazioni nell’amministrazione della giustizia interna,  assicurando un più effettivo rispetto della attività svolta dagli organi  endofederali.

In conclusione è emerso  dall’esame della riforma un intento di snellimento e di maggiore efficienza del sistema di giustizia sportiva perseguito anche attraverso l’attribuzione al Coni di più ampi poteri di vigilanza sull’esercizio della funzione disciplinare delle Federazioni e in merito a queste novità, a chiusura  dell’incontro,  si è aperto uno stimolante dibattito che ha coinvolto i partecipanti al Corso,  confermando  l’attenzione ai temi oggetto della iniziativa.

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